non lamentarti

LA SFIDA È NON LAMENTARSI PER CAMBIARE LA NOSTRA VITA

Era ormai da molto tempo che cerco di seguire la strada del cambiamento, ma non mi davo pace perché arrivata ad un certo punto non riuscivo ad andare oltre, fino ad un certo punto che sono incappata nella presentazione di un libro che parlava di lamentela, nello specifico di non lamentarsi.

Inizialmente ho pensato alla solita trovata pubblicitaria e l’ho ignorato. Poi un giorno ascoltando la presentazione di un altro libro in macchina ho preso una buca e il podcast saltando è rifinito sul manuale che parlava di lamentela, stavo guidando e non riuscivo a cambiare, quindi mi sono detta va be’ diamogli una chance. Quel giorno dentro di me è arrivata una rivelazione dritta al cuore come un fulmine.

Mi sono detta: certo non fa per me “io non mi lamento”. Ma da quel momento ho iniziato ad ascoltare tutte le clienti che incontro nelle sessioni di counseling con un’attenzione differente.

Quando si trovavano da tempo davanti ad un ostacolo che non riuscivano a superare nonostante tutti i lavori proposti, c’era sempre una lamentela costante su tutto ciò che di esterno non andava. E quindi la barricata non riuscivano mai ad abbatterla. Ho realizzato che questo lo facevo spesso anche io.

Non mi sono persa d’animo. Ho chiesto a Babbo Natale questo libro come regalo ed è arrivato.

Il libro che mi ha avvicinato a questo bellissimo argomento è “Io non mi lamento” di Will Bowen.

Non è la risoluzione di tutti i miei dubbi ma sicuramente mi ha dato una chiave di lettura molto interessante che ho intenzione di approfondire.

Ho approfittato della pausa natalizia per leggerlo e mi ha dato l’occasione di vedere le cose da una nuova, semplice prospettiva, non lamentarsi. È per questo che la suggerisco anche a te, chissà mai che possa aprirti la strada verso la tua occasione di felicità.

Quindi capito che ciò che blocca il cambiamento e il passaggio a ciò che si vuole lo co-creiamo noi stessi con il continuo lamentio ho deciso di affrontare questo argomento anche nel mio Blog per aiutare anche altre persone come sono stata aiutata io a comprendere.

Secondo la definizione di Treccani (https://www.treccani.it/vocabolario/lamentare/)  la parola lamento si spiega così: “esprimere la propria scontentezza, dolersi presso altri di cosa che non ci soddisfa, di un torto subìto, di quanto ci fa soffrire, spesso è inclusa l’idea di un certo risentimento” questa cosa non mi piaceva proprio. Ho finalmente capito che ciò di cui ci lamentiamo crea la nostra vera sofferenza e non permette che si possa cambiare perché non provare a vedere anche la definizione dei contrari? “riso, grido di gioia-di esultanza | soddisfazione, appagamento, compiacimento, consenso, elogio, approvazione.”

Mi viene da dire che non servirebbero altre parole, ma purtroppo non è così. Questa dinamica l’abbiamo ereditata fin da piccoli, sentiamo sempre qualcuno che si lamenta che non possiamo così facilmente sradicare la nostra matrice.

Ma che matrice è? LAMENTARSI? Forse è il caso di fare un piccolo sforzo e provare, un passo per volta a modificare il nostro atteggiamento nei confronti della vita e di conseguenza per il nostro amor proprio.

La lamentela può essere di diversi tipi, ed è proprio in questo punto che risiede il vero tarlo nascosto: in alcuni casi non è così facilmente riconoscibile e può portarci sempre un passo indietro rispetto ai nostri sforzi, siano essi emotivi, di cambiamento, di perdita di peso o di successo.

La lamentela che meno riconosciamo è proprio quella che ci tiene incatenate a vecchi meccanismi ormai ossidati.

La dottoressa Robin Kowalski della Clemson University ha identificato cinque motivi per cui le persone si lamentano e mi piace l’idea di riportarteli su questo articolo per aiutarti a capire quale è quello che più spesso metti in atto, anche in maniera inconsapevole. Questo per aiutarti a riconoscere quando lo fai come è successo anche a me e a molte mie clienti.

  1. Attirare l’attenzione: l’attenzione degli altri ci fa sempre sentire al sicuro e riconosciuti e quindi parte di un gruppo. Spesso la lamentela nasce dal desiderio, a volte inconscio, di attirare l’attenzione e non troviamo altri modi, magari positivi per averla. Questo meccanismo può diventare terrificante tanto da pensare di non poter creare nessun tipo di legame se non ci si lamenta.
  2. Scaricare la responsabilità: chi vive questo tipo di lamentela cerca sempre di incolpare gli altri per giustificare le proprie mancanze. Non cerca di migliorare ma vuole che gli altri concordino col fatto che sia una vittima, facendo così passare il problema come irrisolvibile.
  3. Suscitare invidia: un esempio eclatante di questo punto è il pettegolezzo che non è altro che una lamentela per creare invidia. Suscitare invidia, vantarsi, spettegolare o lamentarsi è una difesa atta a dimostrare di non aver nessun difetto simile a ciò di cui si è lagnato.
  4. Acquisire potere: spesso le persone attuano una lamentela che accomuna molti per reclutare consensi verso la propria causa. Esse cercano di riempire il vuoto che li attanaglia cercando di controllare gli altri. Questo è un atteggiamento messo in atto anche nelle campagne politiche.
  5. Giustificare uno scarso rendimento: chi si lamenta di non aver ottenuto il successo che si aspettava spesso lo fa per giustificare il suo scarso rendimento e si lamenta delle situazioni dopo aver fallito.

Ricordati sempre che se dici di una situazione o di una cosa che non è possibile, ciò che stai realmente dicendo è che non la vuoi veramente.

Fai attenzione: la lamentela è il più grande freno a mano che ti tiri da sola.

Lascialo andare e guarda dove realmente puoi arrivare senza limitarti anticipatamente, il dolore avviene sia che tu vada a sbattere che se non ci provi ma nel primo caso è possibile che tu non incontri nessun muro ma una magnifica passerella. Allora perché non provarci?

Ognuna di noi in un giorno si lamenta tra le quindici e le trenta volte al giorno!

Mica poche eh! Per questa ragione non lamentarsi è molto complicato. Ma solo nel momento in cui sarai in grado di riconoscere le tue lamentele, comincerai a cambiare.

Ricordati che quando c’è qualcuno che si lamenta tutti quelli che lo circondano si allineano e la lamentela diventa comune e sempre più pesante tanto da creare problemi e barriere evolutive anche dove non c’era motivo perché ci fossero. Quando tu inizierai a lamentarti meno anche gli altri intorno a te lo faranno. Perché non provarci?

Will Bowen nel suo libro “io non mi lamento” suggerisce una sfida di 21 giorni per cambiare la nostra vita. Consiste nell’indossare un braccialetto che sposterai da un braccio all’altro ogni volta che ti lagni per qualche situazione.

Ho accettato la sfida indossando il braccialetto che ti aiuta a capire quando ti lamenti, e non è stato così facile come avevo pensato.

Il giorno uno sarà il primo in cui non ti sarai lamentata e poi il due e così via, ma se ad un certo punto ti succede di brontolare e non sei ancora arrivata alla meta dovrai ripartire dal giorno uno. 

Ricordati di spostare il tuo braccialetto quando: ti lamenti, spettegoli o fai sarcasmo e riparti dal giorno uno.

Io sto facendo la sfida ed è difficilissima ma ogni giorno mi accorgo sempre di più di quando sto per cadere nella trappola e mi fermo un secondo prima.

Ho iniziato la sfida che ero in montagna a sciare con la mia famiglia e un giorno mi sono scoperta a parlare pochissimo. Non volevo cadere nella lamentela e mi sono accorta quanto lamento ci fosse intorno.

Anche la felicità aumenta se si riesce a non lamentarsi.

Perché non abbiamo bisogno di essere tristi per riconoscerci come valide.
Io ho inventato un giochino: il “BI BIP”. Ovvero ogni volta che riconosco anche solo una piccola cosa per cui essere grata o felice dico ad alta voce “BI BIP”. Ti assicuro che ti farà stare benissimo. Non può esserci un giorno senza niente per essere felici o grati. Prova in questo momento a trovare il tuo punto felice e dì “BI BIP”.

Certo potrà accadere che ti circonda pensi che tu sia impazzita, ma dopo un po’ nel vederti sempre più felice ti chiederanno come hai fatto e potrai rispondere “BI BIP”. Diventerà virale.

Ricordati che la lamentela è un’affermazione piena di energia che però si concentra sul problema anziché sulla ricerca della soluzione.

Abbi speranza: il cambiamento è dentro di te, non lamentarti, metti in atto tutto ciò che ti occorre perché il disegno della tua vita si possa ricolorare nuovamente. 

Ora se vuoi hai un altro tassello per proseguire il tuo viaggio alla ricerca della leggerezza, del benessere e della felicità.

Buon viaggio

Grazia Greppi

Counselor Naturopatico

1 commento su “LA SFIDA È NON LAMENTARSI PER CAMBIARE LA NOSTRA VITA”

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